Presi la laurea a pieni voti in biologia indirizzo molecolare (110/110) e vedendo da vicino, in prima persona, i lati disfunzionali della ricerca universitaria italiana decisi di seguire la mia PASSIONE piuttosto che fare il ricercatore. Mi sarebbe piaciuto fare ricerca, studiare temi avanzati, scoprire cose nuove, risolvere problemi che potevano avere un impatto sulla società, era certamente una delle opzioni che più stavo valutando durante il mio percorso universitario. Però l’esperienza dei laboratori universitari mi segnò e abbandonai l’idea.
Ottennì l’abilitazione alla professione di nutrizionista presso l’Università degli studi di Pavia e l’iscrizione all’ordine nazionale dei biologi (AA_069941) e mi buttai completamente nella libera professione come Nutrizionista e Preparatore Atletico.
NON CI FU SCELTA PIU’ GIUSTA! Ho iniziato la mia libera professione e sono arrivati un sacco di successi già da subito, direttamente con le persone e con le squadre che mi avevano scelto.
E’ stata comunque una scommessa, in quegli anni nessuno avrebbe saputo che il MONDO del FITNESS stava per esplodere e quando dicevo che volevo fare il nutrizionista sportivo tutti mi guardavano storto e mi prendevano PER PAZZO.
Hai degli ottimi voti, perchè non provi a entrare nelle aziende farmaceutiche?
Ora sono molto orgoglioso di essere stati uno tra i primi professionisti a credere e in qualche modo a influenzare la nutrizione sportiva in Italia. Ormai oltre 11 anni fa eravamo in POCHISSIMI a crederci e a iniziare ad esplorare sul campo questo settore. Prima delle mode sui social e quando ancora i dietologi, nutrizionisti e dietisti si occupavano solo delle persone con obesità, sovrappeso o patologie. A quel tempo a Milano non c’era ancora, da quanto mi risulta, nessuno studio di PURA nutrizione sportiva, il mio è stato il primo.
All’inizio, prima del boom del fitness, avevo paura come tutti che non sarebbe arrivato lavoro e per questo motivo decisi di iscrivermi per una seconda laurea alla facoltà di MEDICINA di Novara (che frequentai per 2 anni abbondanti. Si, proprio medicina e chirurgia, non avete capito male), lavoravo e intanto continuavo a studiare.
In quel periodo ottenni l’NSCA – CSCS che è la certificazione internazionale di allenamento più importante al mondo, quella che si tengono stretti tutti i più grandi coach internazionali sia contemporanei che passati. Se notate, non se ne vedono tante in Italia…
Intanto però l’inizio della professione di nutrizionista sportivo andò sempre più forte. Mi chiamavano sempre più squadre (lascio l’elenco sotto), palestre e centri medici, sempre più persone e sempre più atleti.
Decisi così di abbandonare la seconda laurea in MEDICINA e anche il lavoro di preparatore atletico nelle squadre sul campo. Non potevo fare tutto alla perfezione come volevo, dovevo dedicarmi anima e corpo a una sola cosa…